Lug 28

Moderazione salariale e flessibilità del lavoro, recita la BCE nel bollettino mensile.Dicono: “esiste il rischio che la creazione di posti di lavoro risulti insufficiente a ridurre la disoccupazione per un periodo di tempo significativo se la moderazione della dinamica salariale non sarà sufficiente a stimolare l’offerta di lavoro.”La Banca Centrale Europea sembra intendere che solo redditi moderati e flessibilità possono dar corso ad occasioni di occupazione. Si, insomma, chi deve produrre produrrà perchè ha un costo del lavoro al minimo e la flessibilità al massimo.La regola: bassi redditi, gente disposta a tutto pur di lavorare; così si produce, si cresce.Altro giro, altra corsa.Draghi, governatore della Banca d’Italia, intravvede: “consumi insufficienti ed investimenti deboli perché i redditi ristagnano e le prospettive di occupazione sono incerte”. Insomma, non si cresce.La regola: occorrono redditi adeguati per far consumare quanto prodotto; così si cresce, si investe, si produce, si crea occupazione.Ricapitolando: per la prima, si cresce se il costo e laflessibilità della forza lavoro rendono conveniente produrre; per il secondo si cresce se i redditi da lavoro sono sufficienti a smaltire quanto prodotto.I  banchieri europei chiedono che si produca anche se verranno a mancare i redditi adeguati per acquistare quanto prodotto; il banchiere italiano auspica redditi adeguati che faranno consumare ma appesantiranno il costo delle merci prodotte rendendole poco appetibili.Fiuuuuu: contraddizioni.Due ipotesi di scuola, due mezze verità.Essipperchè nell’economia dei consumi - quel sistema circolare e continuo dello scambio offerta/domanda che genera ricchezza - produzione e consumo legati da un patto di necessità hanno l’obbligo, l’uno di sacrificare il reddito al costo del lavoro per rendere competitivo il prodotto; l’altro disporre del reddito adeguato  che consenta di acquistare quanto prodotto.Per uscire dall’assillo occorre individuare il punto di equilibrio tra cotanto contrasto: si può contenere il costo del lavoro di produzione per mantenere i margini di utile e continuare a produrre; si deve  retribuire altresì quel lavoro di consumazione che smaltisce e fa nuovamente produrre.Il costo di questo equilibrio deve essere ascritto alla voce profitto dei bilanci aziendali.Già, il  profitto, quella forma di reddito che remunera le incertezze ed il rischio di impresa.La pratica di consumazione retribuita, assume l’onere dello smaltimento del prodotto et voilà meno incertezze, meno rischio d’impresa.Essì, redistribuiti i  rischi ed i carichi di lavoro, stessa sorte tocca ai redditi: un riequilibrio economico tra le parti, insomma. Tutto qui. Mauro ArtibaniPer approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATOREPaoletti D’Isidori Capponi EditoriMarzo 2009 www.professionalconsumer.splinder.comwww.professioneconsumatore.org  

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Tag: lavoro, reddito, economia

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Lug 28

Dal 28 luglio fino al 10 agosto 2010 Fineco ripropoene l’iniziativa “Invita un amico“, che ha avuto un significativo successo nelle edizioni passate. Sia chi “porta” un amico che l’amico che apre il conto Fineco in questo periodo riceve un premio, a scelta tra: carta usa e getta con 60 euro di credito bonus di [...]

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Lug 28

Era un po’ di tempo che eravamo abuitutati, anzi rassegnati, ad una continuo taglio dei tassi di interesse. Fortunatamente, la stagione dei continui ribassi sembra essere giunta al termine: Banca IFIS ha annunciato che dal 1° di settembre sarà apportato un rialzo dello 0,25% lordo sui tassi di interesse, che salirà dunque al 2,09% (2,10% [...]

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Lug 24

Secondo i dati del rapporto di previsione AFO per il prossimo triennio, presentato nei giorni scorsi dall’ABI, i segnali di ripresa vanno consolidandosi, con le banche italiane che mostrano una buona tenuta, anche se il trend delle sofferenze è — inevitabilmente — in crescita: +40% atteso per il 2010, +12% per il 2011. Anche il [...]

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Jul 29

Herbalife è una multinazionale con 25 anni di esperienza diffusa oggi in 60 paesi del mondo con prodotti regolarmente approvati.
- Tutti i prodotti sono a base naturale, vero e proprio "cibo".
- 45.000.000 di clienti soddisfatti della dieta in tutto il mondo.
- Herbalife ha finanziato il primo laboratorio al mondo di Nutrizione Cellulare e Molecolare all'interno dell'Università UCLA di Los Angeles, diretto dal Prof. David Heber, nutrizionista di fama mondiale, Direttore del nostro staff medico-scientifico. Heber è l'ideatore di ShapeWorks, la nuova linea nutrizionale basata sulla personalizzazione dell'apporto di proteine di soia.
- All'interno del suo comitato medico scientifico illustri personalità come il Premio Nobel per la Medicina 1998 Dr. Louis J. Ignarro, famoso per i suoi studi sulla cardiovascolarità. Ignarro ha già firmato prodotti rivoluzionari di prevenzione e benessere in esclusiva per Herbalife, come il Prelox Blue ed il NiteWorks [...]

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Lug 24

Da qualche settimana, CartaSi e Sisal Holding Finanziaria  hanno siglato un accordo che permette di usufruire del servizio di ricarica delle carte prepagate CartaSi nelle circa 40mila ricevitorie Sisal. Questa nuova modalità di ricarica si aggiunge agli altri canali già attivi: il web, gli SMS, le filiali, gli ATM.  Il titolare della carta può scegliere [...]

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Lug 24

Le polemiche sulla non obbligatorietà della prigione per i sospetti di reati sessuali sono, a nostro parere, un’ulteriore dimostrazione del fatto che in Italia c’è un approccio “confuso” sulla giustizia. In particolare, in questo caso si fa per l’ennesima volta confusione tra sospetto, indagine e condanna. Il principio che non si può condannare qualcuno prima [...]

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Lug 24

Con un giro d’ affari giornaliero di oltre 3.2 trilioni di dollari, secondo le stime della banca che regola le intermediazioni finanziarie internazionali ,è divenuto rapidamente il piu grande mercato finanziario con il più alto tasso di liquidità. Tuttavia si tratta di un mercato cha ha finora consentito un’ accesso molto ristretto agli operatori privati [...]

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Lug 22

Una cogente contraddizione fronteggia la crisi: la domanda di lavoro in eccesso riduce i redditi, quelli che occorrono per acquistare merci; più merci invendute.
Parbleu: maggiore il lavoro di consumazione necessario per smaltirle!
Vieppiù lavoro non esercitato, questo, perché privo del connotato che smaltisce: il reddito.
Così si impalla il meccanismo dello scambio; domanda e offerta mancano di generare ricchezza.
Se ci siete, battete un colpo; tutti i colpi necessari per incidere sull’acciaio la ragione economica che si vuole riprodurre: un reddito nuovo di zecca.
Essì,  un nuovo conio per un più giusto, efficace, remunerante Nuovo Reddito, necessario per rendere fluido il meccanismo dello scambio tra domanda e offerta, che sostiene la crescita economica.
Un  malloppo, composto di reddito aggregato, che si ottiene dalla remunerazione del fattore lavoro impiegato nel processo produttivo.
Un compenso che retribuisce il lavoro necessario alla produzione di beni e servizi; che retribuisce il lavoro di consumazione necessario per smaltire il sovrappiù di beni e servizi che ingolfano il mercato; che trasforma nuovamente quei beni e quei servizi in ricchezza.
Si scorge tra le brume l’alba di un nuovo giorno?
 
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D’Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
 
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Lug 22

Gli attori del processo produttivo che muovono l’economia dei consumi vantano, come mai nella storia, il record nella generazione della ricchezza.
I Produttori, dentro solerti opifici, producono quel che si vende di più e meglio; impiegano Pubblicitari, uomini del Marketing e quelli del Credito che confezionano linda, immateriale domanda che sprona acquisti materiali dentro adorni e sfavillanti negozi dove Commercianti smerciano a più non posso a Consumatori che acquistano quel tutto, lo consumano chiudendo il circolo virtuoso che fa nuovamente produrre, che genera crescita, che arricchisce.
In questo  crescendo rossiniano, la responsabilità degli atti e degli attori tutti forniti di un’impeccabile rigore professionale meno uno,  manca il record.
Essì, questo fare al meglio genera scorie: depreda risorse, inquina; millanta crediti di ruolo inesigibili, scredita onori, misconosce meriti; esalta imbarazzanti solitudini, esilia il bene comune.
Tra questi affanni matura il tempo della responsabilità, per tutti, da assumere in prima persona.
Il Consumatore, quello sottratto all’imperio dilettante, ha da fare la sua parte.
Tanti tizi così, tutti Professional Consumer, oplà: una tal forza contrattuale si fa lobby; si fanno egemoni. 
La gestione attiva della domanda costringe gli offerenti a dispensare offerte meno dispendiose,
cambia i connotati di chi informa e forma il prodotto; la gestione oculata del reddito ne migliora la resa, mette la sordina a creditori predatori, prende la misura degli acquisti, fidelizza chi commercia.
Si calibra così l’impiego delle risorse, vengono sottoposti a controllo i processi di smaltimento, si salvaguarda la qualità dei luoghi, vieppiù quel luogo dove si esercita il lavoro di consumazione; quel mercato, totale ed onnicomprensivo, tanto ampio da farsi Ambiente.
Può più il tornaconto che la pedagogia ambientalista: non si può  consumare  un ambiente consumato!
Dentro un agire professionale di tal fatta, insomma, trovano espressione moti di compiuta responsabilità che incastra le categorie produttive renitenti.
Un esercizio così inteso restituisce altresì dignità agli atti di consumo, in barba a certo sociologismo.
Un insieme, magari per “legittimo interesse”, che sollecita relazioni solidali.
Un più garbato Io, figlio di una ricchezza non più orfana del benessere, incontra gli Altri ed una nuova intimità con il mondo.
 
Mauro Artibani
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Lug 22

carte di credito
Per chi si fida, ma non troppo, dell’utilizzo delle carte di credito, specie per gli acquisti su Internet, il colosso Visa ha ideato la carta di credito con la tecnologia CodeSure che la rende sostanzialmente…

fonte: www.vostrisoldi.it » Vai al post originale