
Dalla relazione finale dell’assemblea ordinaria di Bankitalia del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi (una delle poche persone che, a mio parere, in questo paese può essere influenzato dalla politica) viene ipotizzato che la crescita riprenderà nel 2010 mentre nei prossimi mesi si paventano ulteriori riduzioni “di occupazione, di reddito, accompagnate dal permanere di volatilità sui mercati finanziari, con riflessi negativi sui consumi e sugli investimenti.”
Prima azione da effettuare quando i mercati si riprenderanno è quella di dimininuire l’incidenza del debito pubblico. Secondo ingrediente è quello che si stà costruendo a livello mondiale volto alla regolamentazione dei fattori di rischio per evitare una diminuzione anomala dei tassi d’interesse, volatitità e costi di protezione all’insolvenza, e rendere, così, il mercato più stabile.
In Italia si è verificato un blocco di produttività (con conseguente blocco degli acquisti e dell’occupazione) da parte delle PMI, soprattutto quelle che avevano una grossa esportazione. Per evitare questa situazione Draghi propone: “Quel che si può e si deve chiedere alle nostre banche è di affinare la capacità di riconoscere il merito di credito nelle presenti, eccezionali circostanze. Va posta un’attenzione straordinaria alle prospettive di mediolungo periodo delle imprese che chiedono assistenza finanziaria.” Senza bloccarne perciò la richiesta di credito. Significativo inoltre potrebbe essere il potenziamento delle cartolarizzazioni.
Dal lato occupazionale è stata un’azione valida il ricorso alla Cassa Integrazione sia quella ordinaria che quella relativa all’indennità di disoccupazione che a parere di Draghi non sono da riformare in toto, ma da affinare come strumenti, inoltre “Per i bassi salari potrebbe essere studiato un credito d’imposta: adottato con successo in molti paesi, esso potrebbe aiutare la regolarizzazione di posizioni sommerse. (..) Un ulteriore, più diretto sostegno potrebbe venire dalla riduzione nei tempi di pagamento dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche(..) Nella stessa direzione potrebbe operare una temporanea sospensione dell’obbligo di versare all’INPS le quote di TFR non destinate ai fondi pensione.”
La mobilitazione del risparmio privato nell’edilizia residenziale è un altro punto che può aiutare la ripresa dell’economia.
Inoltre: “Le misure di riduzione della spesa corrente vanno introdotte nella legislazione subito” a partire dall’ “incremento dell’età media effettiva di pensionamento assicurerà l’erogazione di pensioni di importo unitario adeguato. Un più alto tasso di attività nella fascia da 55 a 65 anni innalzerà sia il reddito disponibile delle famiglie sia il potenziale produttivo dell’economia.” Non sottovalutando comunque il potenziale dei fondi pensione che dovranno essere di carattere misto e dovranno essere meno sottoposti al rischio all’avvicinamento del momento del pensionamento.
Buone aspettative anche dalla riforma del Federalismo fiscale che se applicato accorcerà i termini di prelievo e di spesa con una maggiore efficenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche, mentre l’introduzione del costi standard completerà il quadro.
Grosse aspettative si hanno inoltre dalla riforma della Pubblica Amministazione con una taglio della spesa e maggior flessibilità nel pagamento delle tasse.
fonte: www.prestiti-online.org/prestiti_online_blog.html » Vai al post originale